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Sanità: il caso del neonato a cui viene negato un farmaco urgente

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Farmaco ritirato
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Farmaci

E’ stato riportato da molti mezzi di informazione il caso di cronaca accaduto venerdì scorso quando  un farmacista si è trovato nell’impossibilità di fornire ai genitori di un neonato affetto da una affezione del tratto respiratorio un farmaco urgente. I genitori si sono recati presso la farmacia di Andrea Cicconetti, segretario di Federfarma Roma-Assiprofar, l’associazione dei titolari di farmacia della capitale. Cicconetti quindi ha dovuto ordinare alla casa produttrice (AbbVie) il farmaco Synagis, un anticoprpo monoclonale che serve a curare questa affezione del tratto respiratorio determinata dal virus sinciziale. In particolare così ha denunciato Cicconetti in una nota. “Vista l’assenza nel mio esercizio del particolare medicinale richiesto ho provato a ordinarlo secondo le consuete procedure, ma venerdì mi sono sentito rispondere che il servizio clienti era chiuso e il farmaco non poteva essere ordinato. Sono tornato alla carica, ma dopo un rimpallo tra un centralino e l’altro, il referente della casa farmaceutica ha affermato che le farmacie nel Lazio non possono ordinare questo prodotto perché, pur essendo in fascia A (cioè nella fascia in cui sono posizionati tutti i farmaci concedibili dal Ssn), è inserito anche nel prontuario ospedale-territorio (Pht) e la AbbVie non sa se la Regione vorrà inserirlo nella distribuzione per conto (Dpc)“. Lo stesso Cicconetti ha concluso quindi amaramente che. “Il risultato di questi rimpalli e indecisioni è però uno solo: al momento il piccolo non ha ancora ricevuto il medicinale. Come farmacista e come segretario di Federfarma Roma trovo questa situazione inammissibile” ed inoltre si rivolge espressamente alla Regione “per fare chiarezza sul caso”. Tuttavia la risposta a Cicconetti non è tardata ad arrivare . A rispondergli è stato il capogruppo della Lista civica Zingaretti al Consiglio Regionale del Lazio Michele Baldi secondo cui è stato diffuso: “un allarme che francamente poteva essere risparmiato e che non si giustifica se non come una forma di protagonismo dello stesso Cicconetti il quale dovrebbe sapere che si tratta di un farmaco molto delicato, un anticorpo monoclonale, al quale la Regione Lazio garantisce l’accesso per i bambini che ne hanno diritto attraverso un percorso specifico”. Così conclude Baldi: “Non si capisce quindi perché la farmacia invece di perdere tutto quel tempo in telefonate alla ditta, non abbia inviato il paziente presso il centro dove era nato il bambino, l’unico che poteva valutare se il bambino stesso dovesse fare quella terapia. E, in caso affermativo, provvedere a trovare una struttura sanitaria per la somministrazione del farmaco e non presso una farmacia privata, considerato peraltro l’altissimo costo del farmaco stesso. Federfarma magari si potrebbe occupare di altri problemi come il mercato parallelo dei farmaci e non alzare inutili polveroni che non servono a nessuno, soprattutto quando si tratta della vita di un bambino”.

 

Insomma la salute è un diritto costituzionalmente garantito ma purtroppo tale garanzia non sempre si sostanzia nei fatti.

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