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Ricercatore si infetta con una variante del virus dell’Aids creata in provetta

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virus Aids

Nel corso della conferenza annuale sui retrovirus (CROI) che si è tenuta nella città di Boston, quest’anno è emersa anche la notizia del contagio di un ricercatore che si è infettato con una provetta contenente una variante del virus dell’Aids. Per ragioni di privacy non è stata fornita l’identità del ricercatore infettato dal virus. La scoperta è avvenuta nel corso delle analisi per la donazione del sangue. Quel che si sa è che non l’ha contratto mediante la puntura con un ago infetto o per la rottura di un guanto, ma pare che si sia trattato di un incidente occorso in laboratorio. Da quel che si apprende sembra che il ricercatore stesse lavorando all’interno di un laboratorio di tipo 2 all’interno del quale vengono creati modelli del virus per testare vaccini e test diagnostici. Questi modelli del virus non sono infettivi, ma evidentemente qualcosa deve essere andata per il verso sbagliato: pare infatti che il virus abbia reagito con una proteina che ha veicolato il virus nelle cellule del ricercatore determinando l’infezione. Per i primi 3 anni non ha ricevuto alcuna cura, attualmente invece ha cominciato la terapia antiretrovirale.
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