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Alzheimer, speranza da un nuovo farmaco che attacca una proteina

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Un nuovo farmaco per la cura dell’Alzheimer potrebbe dare speranza ai milioni malati di questa patologia neurodegenerativa. Autore di questa ricerca è il prof. Claude Wischik, dell’Aberdeen University. Il farmaco in questione chiamato LMTX si è dimostrato in grado di rallentare in maniera significativa la progressione del’Alzheimer. Questi progressi si sono ottenuti somministrando ai pazienti due volte al giorno la pillola. I risultati sono stati presentati Toronto, alla Conferenza Internazionale dell’Associazione Alzheimer. Tuttavia va anche sottolineato, a completezza dell’informazione, che questi benefici sono stati riscontrati solo nel 15% dei pazienti che non erano sottoposti ad altre terapie. I ricercatori hanno preso in esame un campione di 891 persone che presentava sintomi lievi o moderati della malattia. Dopo 15 mesi di terapia è emerso che coloro che assumevano il farmaco presentavano in misura significativamente minore i sintomi tipici del declino cognitivo legato all’alzheimer. Inoltre i pazienti avevano ottenuto anche un miglioramento nelle attività di tutti i giorni, ad esempio nel vestirsi e nel nutrirsi. Dalle risonanze magnetiche è emerso che l’atrofia cerebrale nei pazienti trattati solo con Lmtx era ridotta tra il 33 e il 38 per cento, rispetto a quelli trattati con placebo.

 

Il farmaco a differenza di quelli attualmente presenti in commercio non va ad attaccare le placche beta-amiloidi che si ritengono all’origine della malattia, bensì le proteine Tau che formano una sorta di grovigli nelle cellule nervose del cervello.

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