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Facebook, un abile manipolatore delle nostre menti

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Facebook manipola mente

Facebook è la più importane piattaforma di comunicazione. Questo servizio di rete sociale lanciato il 4 febbraio del 2004 da Mark Zuckerberg si è espanso sempre di più negli ultimi anni e la sua crescita non pare arrestarsi. La piattaforma del social networking è diventata qualcosa di più negli anni grazie alle numerose funzioni che vi sono state aggiunte e integate. Tuttavia non è raro che ingegneri, sviluppatori che hanno contribuito a costruire prodotti tecnologici di successo, facciano poi un passo indietro abiurando le loro creature per così dire. In particolare Sean Parker, creatore di Napster ed ex presidente di Facebok, così si è espresso a proposito del social network: “Quando Facebook stava crescendo, c’erano persone che incontravo e mi dicevano che non erano sui social. Rispondevo loro ‘OK. Lo sai, ci sarai. E poi loro dicevano ‘No, no, no. Dò valore alle interazioni reali, al momento, alla presenza e all’intimità’. E io dicevo ‘alla fine ci sarai”. Insomma secondo Parker facebook riuscirebbe a manipolare la nostra mente e quella dei nostri figli determinando una sorta di dipendenza psicologica con conseguenze che ad oggi possiamo solo ipotizzare. D’altronde esistono sì parecchi studi relativi a come i social network abbiano impattato sulla nostra vita quotidiana, ma ancora non vi sono pubblicazioni che approfondiscano in che modo le interazioni sul social possano avere effetto anche a livello cognitivo e comportamentale.

 

Un tempo, citando un bel libro di Vance Packard esistevano i persuasori occulti, oggi invece sono del tutto manifesti e dobbiamo imparare a farci i conti.

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