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Sifilide: il ritorno di una malattia che sembrava scomparsa

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Malattie a trasmissione sessuale
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Malattie a trasmissione sessuale

Secondo recenti statistiche le malattie a trasmissione sessuale risultano in forte aumento nel nostro Pease. Una tra queste, assieme alla gonorrea e all’Aids, è la sifilide, una malattia infettiva causata dal batterio Treponema pallidum. Nello specifico si tratta di una patologia a trasmissione sessuale che può riguardare, oltre che la zona genitale, anche le labbra, la bocca e l’ano sia degli uomini che delle donne. La sifilide si trasmette esclusivamente con il contatto diretto con la persona che ne è affetta, in particolare con rapporti vaginali, orali e anali.

Sifilide: sintomi e stadi della malattia

La sifilide si caratterizza per una sintomatologia complessa che si manifesta in vari stadi. Inizialmente il primo sintomo riguardante la manifestazione della sifilide primaria, è rappresentato da una ferita indolore (sifiloma) che può colpire pene, vagina, ano, retto, o bocca. Questa ferita di solito si manifesta entro 2-6 settimane dall’esposizione e tende a regredire poche settimane dopo. Circa 2 o 6 mesi dopo la guarigione della ferita, può comparire un’eruzione cutanea che va ad interessare tutto il corpo, inclusi i palmi delle mani e le piante dei piedi. Si tratta della sifilide secondaria. Altri sintomi si manifestano con febbricola o affaticamento, perdita di peso, dei capelli, ingrandimento dei linfonodi, perdita dell’appetito.

La sifilide latente che può durare fino a due anni, indica che pur se si rimane contagiosi, non si manifestano sintomi evidenti.

La sifilide terziaria invece può manifestarsi anche in un arco di tempo che va dai 10 ai 30 anni, i cui esiti possono risultare fatali. Può colpire cervello, occhi, nervi, fegato, ossa, articolazioni, cuore e vasi sanguigni. Ricordiamo che è vero che i sintomi della sifilide tendono a passare da soli, ma ciò non implica che si è guariti in quanto il batterio tende a rimanere nell’organismo. Inoltre le ulcerazioni determinate dalla sifilide rendono anche più facile la trasmissione del virus dell’Hiv.

In caso di gravidanza la sifilide puo essere trasmessa dalla madre al bambino causando una sifilide congenita. I bambini con sifilide congenita possono sviluppare cecità e altre patogie agli organi che possono portare anche alla morte.

Sifilide: come si diagnostica

La sifilide si diagnostica con un esame del sangue oppure utilizzando al microscopio materiali prelevati da una escoriazione o da una ferita del paziente. Per evidenziare la sua presenza nel sangue si ricorre a un test sierologico. In questo caso si basa quindi sulla presenza dgli anticorpi nel sangue.

La cura della sifilide prevede l’impiego di antibiotici, in particolare della penicillina. In ogni caso il dosaggio e la lunghezza del trattamento dipendono dallo stadio della malattia e anche dalle sue manifestazioni cliniche, pertanto va sempre tenuto conto dell’evoluzione della malattia nel singolo paziente. Fino alla completa guarigione delle ferite la persona infetta deve astenersi da qualsiasi attività sessuale con nuovi partner. Inoltre una pregressa infezione non immunizza il soggetto nel caso in cui venga esposto a un possibile nuovo contagio.

Anche per quanto riguarda la sifilide, come per le altre malatrie infettive, rimane fondamentale la prevenzione. I preservativi sono importanti per impedire il rischio di contrarre malatie sessualmente trasmesse. Tuttavia nel caso della sifilide una percentuale di rischio rimane perché il profilattico non può impedire il contatto con altre parti del corpo, in cui ad esempio è presente una ulcerazione causata dalla sifilide. In genere i pazienti che si sono curati per la sifilide vengono anche invitati a fare i test per l’hiv, in quanto l’aver contratto la sifilide, aumenta il rischio di contrarre altre malattie a trasmissione sessuale.

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