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Sangue cordone ombelicale: meglio conservarlo in una banca privata?

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Infermiera scambia neonati in culla
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Infermiera scambia neonati in culla

In effetti molte coppie all’approssimarsi del parto riguardo a un possibile utilizzo del sangue del cordone ombelicale si chiedono se metterlo a disposizione di chiunque potrebbe avere bisogno oppure “affidarlo” a una banca privata. In Italia è possibile donare il sangue del cordone ombelicale a fini solidaristici, conservarlo per uso dedicato (nel caso in cui tra i fratelli o genitori del donatore vi sia una patologia per la quale è riconosciuto il beneficio dell’utilizzo delle cellule staminali del sangue da cordone ombelicale) oppure in una banca privata all’estero.

Gli esperti dell’Istituto superiore di sanità sottolineano che, eccettuati i casi in cui il bambino donatore abbia fratelli o genitori affetti da particolari patologie, come leucemie e linfomi, che possono giovarsi delle cellule del cordone, l’opzione migliore è di donare il cordone ombelicale (generando così un grande inventario pubblico) invece che conservarlo in una banca privata a pagamento per un improbabile uso futuro. Sempre gli esperti dell’Issalute evidenziano che una ricerca del 2015 ha stimato che, dal 1990 ad oggi, sono state donate 730.000 unità di sangue cordonale e sono stati realizzati 35.000 trapianti di cellule staminali da cordone ombelicale.
Infine le banche a pagamento dedicate alla conservazione del sangue da cordone ombelicale non sono obbligate ad adempiere agli stessi requisiti normativi previsti per le banche pubbliche.

Cordone ombelicale: cos’è

Il funicolo ombelicale, è il cordone che collega il feto alla placenta della propria madre. E’ fondamentale nei mesi della gravidanza perché permette al neonato di ricevere il nutrimento.

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