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Organi artificiali per studiare gli effetti dell’inquinamento sul corpo umano

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Batteri

L‘ente per l’ambiente statunitense (Epa) ha messo a punto un progetto molto ambizioso, che è costato ben 18 milioni di dollari, che ha come scopo quello di testare gli effetti dell’inquinamento sul corpo umano.

A tal fine i ricercatori intendono utilizzare dei mini-organi artificiali, che abbiano delle caratteristiche simili quindi agli organi biologici corrispondenti, per valutare in che modo le sostanze nocive vadano ad incidere sulla nostra salute. In particolare verranno monitorati gli effetti sul nostro organismo di sostanze inquinanti quali la diossina o il bisfenolo.

Questi nuovi dispositivi hi-tech permeteranno di effettuare studi anche su microrganismi quali virus e batteri. In sostanza fegati, cuori, polmoni e reni in versione hi-tech ci forniranno un modello per comprendere meglio come determinate sostanze, di cui è stata accertata la cancerogenicità, o gli agenti patogeni, agiscano nel nostro organismo andando ad alterare il metabolismo umano.

Gli scienziati per la costruzione di organi simili alla nostra fisiologia, partiranno da cellule umane che alimentate da una sorta di “brodo” pieno di sostanze nutritrive attecchiranno su dei piccoli chip. insomma con questo modello di ricerca sarà possibile evitare del tutto la sperimentazione sugli animali.

L’obiettivo è di arrivare a riunire tutti gli organi in unico chip in modo da poter studiare su di un unico modello le risposte e le interazioni complesse della fisiologia umana. Saranno necessari circa 5 anni per poter mettere a punto questi prototipi di mini-organi in un sistema integrato mediante micro-chip. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Scientific American.

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