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Omicidio stradale, stralciato l’ergastolo della patente

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Nuovo Codice Strada
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La Commissione di Giustizia lo scorso 21 aprile ha discusso del disegno di legge relativo all’omicidio stradale, e con grande sorpresa ha deciso di stralciare l’ergastolo della patente. In poche parole chi si renderà colpevole di omicidio alla guida di una macchina, anche sotto gli effetti dell’alcol o di sostanze stupefacenti, potrà rimettersi al volante dopo un periodo di purgatorio che può andare da 5 a 12 anni. Una decisione che ha provocato l’indignazione di molti esponenti politici, che ritenevano l’ergastolo della patente un deterrente per impedire agli automobilisti di mettersi al volante ubriachi o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Allo stesso modo si sarebbe impedito a chi ha ucciso persone al volante di poter commettere un altro reato. Protesta Giordano Biserni, presidente dell’Associazione sostenitori Polstrada (Asaps), che invoca giustizia per le vittime della strada e per i loro parenti.

 

Sulla stessa lunghezza d’onda Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto: “Il reato di omicidio stradale, atteso da anni e ancora incredibilmente in pensatoio, perde per strada una sua parte fondamentale come l’ergastolo della patente, unica vera garanzia di non reiterazione del reato, deterrente ancor più del carcere, da dove una scappatoia per uscire si trova sempre. È una barzelletta che non fa ridere”.  Il relatore Pd Luigi Cucca ha spiegato che è stato deciso di cancellare l’ergastolo della patente poiché “non costituzionale”.

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