
Il Senato ha approvato per alzata di mano il nuovo
ddl contro il cyberbullismo, che ora dovrà essere approvato dalla Camera ma non ci dovrebbero essere problemi. L’obiettivo è quello di colmare un vuoto istituzionale, creatosi con l’espansione del fenomeno del
bullismo in rete a cui la legge italiana non era pronta, e di tutelare i diritti di soggetti fragili come i minori. La senatrice Pd
Elena Ferrara spiega le motivazioni di questo ddl:
“La percezione del fenomeno del cyberbullismo è cresciuta nel tempo, a fronte dei tanti episodi, talvolta tragici, di cui hanno dato notizia i media. Così è cresciuta, tra i tanti soggetti coinvolti, la consapevolezza della necessità di norme a tutela della dignità e dei diritti dei minori in rete. Come Pd siamo partiti dalle tante storie tragiche per arrivare a norme importanti che abbiamo condiviso con le altre forze politiche, di maggioranza e di minoranza, dimostrando che la politica sa assumersi le proprie responsabilità”.
L’obiettivo è quello di formare gli adolescenti ad avere rispetto verso il prossimo e di prevenire azioni di cyberbullismo. Nel ddl il ragazzino over 14, o anche i genitori, che ritiene di essere offeso o minacciato da un post, una foto o un contenuto online può richiederne l’oscuramento oppure la cancellazione. L’autore del post offensivo ha 12 ore per agire, e se entro 48 ore non avrà oscurato o cancellato il post offensivo, allora interverrà direttamente il Garante della privacy. Inoltre il ddl prevede l’assegnazione di un marchio di qualità a quei dispositivi e piattaforme dotati di “child friendly”, cioè una sorta di regolamentazione e di codici di autogestione e autocontrollo di fenomeni di cyberbullismo.