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Oms, allarme ingiustificato: i produttori difendono la carne made in italy

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Carne
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L’allarme lanciato dall’OMS, secondo cui le carni lavorate sarebbero da considerare cancerogene ha genenarto molta apprensione da parte dei consumatori. Tuttavia il ministro della salute Beatrice Lorenzin ha invitato alla cautela in quanto ancora non è stato pubblicato lo studio completo da parte dell’Organizzazine Mondiale della Sanità, che uscirà soltanto nel marzo del 2016, per cui non avrebbe senso commentare questi dati parziali. Inltre ha sottolineato che l’allarme lanciato dall’Oms è ingiustificato.  Anche l’Assocarni e Assica (Associazione industriali delle carni e dei salumi) è intervenuta sulla questione sottolineando che: “Gli italiani, il secondo popolo più longevo al mondo, seguono la dieta mediterranea che è molto più equilibrata e sostenibile di quella della maggior parte dei Paesi considerati nella ricerca Iarc. I consumatori italiani non dovrebbero quindi modificare le loro sane abitudini a causa delle anticipazioni dello studio Iarc“. Ed ancora:“Gli allevamenti italiani producono carni più magre e di migliore qualità rispetto a quella di allevamenti di altri Paesi. E la qualità delle carni trasformate è ben diversa dalle produzioni nord europee“. Anche la Coldiretti è intervenuta in merito sostenendo che le carni prodotte in Italia sono più sicure rispetto aquele prodotte in altri paesi in quanto non sono trattate con ormoni e nel rispetto di rigidi protocolli disciplinari di produzione Doc che assicurano il benessere e la qualità dell’alimentazione dell’animale.La Coldiretti sottolinea anche che lo studio dell’Oms studio è stato eseguito su scala globale tenendo conto delle abitudini alimentari degli americani che notoriamente sono molto diverse dalle nostre, ad esempio negli States si consuma circa il 60% in più di carne rispetto al nostro paese.

 

Insomma almeno in questo caso non si dovrebbe verificare un effetto mucca-pazza, che stando alle stime sempre fornite dalla Coldiretti nel 2001 portò a un crollo di consumi con  2 miliardi di perdite subite dal sistema della produzione, trasformazione e commercio della carni.

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