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Mangiano funghi e si sentono male: il decalogo per evitare le intossicazioni da miceti

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Funghi
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Due uomini e due donne sono stati ricoverati all’ospedale di Santa Maria della Misericordia di Perugia a causa di un pasto a base di funghi velenosi che ha causato loro una intossicazione alimentare. La coppia romana di 37 e 38 anni, assieme alla ammma dell’uomo di 63 anni avevano deciso di tarccorrere il weekwnd in comapgnia di amici a Todi. I funghi sono stati raccolti sono stai raccolti in un bosco nelle campagne della Media Valle del Tevere. Passate due ore dopo il pasto a base di funghi hanno cominciato ad accusare disturbi intestinali e vomito. In un primo momento sono stai trasportati all’ospedale di Pantala ma visto che il quadro clinico appariva complesso i quattro sono stati trasferiti al pronto soccorso delì’ospedale di Perugia dove è stato somministrato loro del carbone attivo ed è stata disposta una lavanda gastrica. Nel giro di poche ore le loro condizioni sono migliorate tuttavia le quattro persone rimaste intosscate sono state comunque ricoverate in ospedale per monitrae i parametri vitali. Il monotoraggio è necessario soprattutto per escludere che vi siano tracce di Amanita falloide, un fungo velenosissimo in grado di provocare danni irreversibli a fegato e reni. Tuttavia questo non è certo il primo e purtroppo temiamo che non sarà neanche l’ultimo di casi di avvelenamento da funghi  in questa stagione. Per evitare di incorrere in questo tipo di intossicazione alimentare pubblichiamo una sorta di decalogo da seguire per consumare con sicurezza questo alimento non sempre commestibile. Per essere certi che il fungo raccolto non possa essere pericoloso per la nostra salute c’è bisogno di una certificazione micologica, ovvero rilasciata da un micologo cioè da un esperto iscritto all’Ispettorato istituito presso la ASl dal 1998, che deve verificare la commestibilità o meno dei funghi raccolti nel bosco per evitare quindi qualsiasi tipo di intossicazione. In particolare la raccomandazione da parte degli esperti è di non consumare funghi raccolti spontaneamente senza prima aver avuto il parere di un esperto. Si consiglia poi di non raccogliere funghi troppo piccoli o troppo maturi e di non farlo con rastrelli o uncini, poi è bene riporli in cesti di canna o vimini e non in borse di plastica. Inoltre per quanto riguarda i porcini, molto ricercati per la loro prelibatezza, possono essere raccolti solo se il diametro del cappello non è inferiore ai 4 centimetri, gli ovuli solo se le lamelle sono ben visibili, mentre è vietata la raccolta del “Tricholoma equestre“. I funghi sospetti invece vanno tenuti separati da quelli buoni, magari avvolgendoli in carta stagnola. Inoltre è bene consumarli solo se ben cotti in quanto la maggior parte delle specie hanno bisogno di questa precauzione della cottura.

 

Infine per quanto riguarda la preparazione dei funghi sott’olio bisogna fare molta attenzione allo sviluppo di spore di Clostridium botulinum, batterio responsabile della produzione di pericolosissime tossine.

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