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Facebook: via libera a soprannomi, pseudonimi e nomi d’arte. Un danno o un vantaggio per la privacy?

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Mark Zuckerberg facebook realtà virtuale
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Mark Zuckerberg facebook realtà virtuale

E’ tempo di grandi cambiamenti per Facebook. Tra le novità annunciate da poco, e che potrebbero entrare in vigore già dal prossimo anno, c’è la possibilità di iscriversi al social network mediante soprannomi, pseudonimi e nomi d’arte. Una soluzione che Facebook non gradisce particolarmente, ma è stato scelto così soprattutto dopo le proteste e le pressioni delle comunità LGBT, drag queen e chi per il proprio lavoro usa dei nomi d’arte. Dopo i test dei tecnici di Mark Zuckerberg, sarà dato il via a questa novità. Oltre a scegliere un nome fittizio, l’utente potrà anche indicare come mai ha fatto questa scelta, dando la motivazione per cui preferisce non dare il proprio nome reale. Come spiega Alex Schultz, vicepresidente di Facebook, questo servirà ai tecnici per capire meglio la situazione. Lo stesso Schultz ha comunque sottolineato che Facebook continuerà a chiedere l’utilizzo dei propri nomi reali, per fare in modo che il social network sia un luogo sicuro, dove chi commette degli illeciti o si macchia di cyberbullismo sia facilmente rintracciabile. Da una parte viene infatti garantito l’anonimato, o quantomeno si tutela la privacy di chi non vuole rivelare il proprio nome per questioni lavorative, o di chi non vuole essere contattato da determinate persone.

 

Da un’altra parte si corre il rischio inverso, e cioè una sorta di anarchia digitale coperta dall’impunità dell’anonimato. Manca una legislazione “digitale” per risolvere tali questioni, ed il dibattito sulla privacy su Internet, tema delicatissimo, resta aperto.

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