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Le app e il problema della privacy su internet

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Internet adolescenti

Si sa quanto su internet circoli una enorme mole di dati da parte degli utenti che vi accedono. Basti solo pensare alle password per la posta elettronica, per accedere ai social, alle chat di messagistica etc. In questo senso tutelare quindi i nostri dati diventa prioritario. A quanto pare però, stando a una ricerca del Mit e degli atenei di Harward e Carnegie-Mellon che ha preso in esame 110 applicazioni disponibili su Google Play e App Store, queste applicazioni per i dispositivi Apple e Android condividono con le piattaforme connesse Google e Facebook una miriade di dati e informazioni personali degli utenti. Tuttavia non sempre richiedono un esplicito permesso per l’accesso a queste informazioni di carattere personale. Ad esempio dalla ricerca emerge che le applicazioni per Android di Google rispetto a quelle per la piattaforma iOS di Apple sono maggiormente inclini a condividere dati personali, quali il nome e l’indirizzo di posta elettronica. I dati di localizzazione invece sono maggiormente condivisi dalle app iOS rispetto a quelle Android. Riguardo invece alle informazioni mediche emerge che 3 applicazioni di salute e fitness su 30 condividono con terzi sia le ricerche online degli utenti che i dati immessi nelle app.

 

Insomma non v’è dubbio che quello della privacy in rete sia un tema emergente che accoglie molti pareri contrastanti in merito tra gli stessi esperti in materia. D’altronde già a settembre il Garante per la protezione dei dati personali ha lanciato l’allarme sulla privacy, in particolare per quanto riguarda i minori.

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