
Le più grandi scoperte scientifiche rappresentano sempre casi di
serendipità, ovvero avvengono in maniera casuale quando la ricerca è orientata verso altri campi d’indagine. Potrebbe essere questo il caso anche di un
farmaco antidiabetico. In particolare i ricercatori del
Buck Institute for Research on Ageing in California, sulla scorta di precedenti studi realizzati in Belgio e in Gran Bretagna, hanno scoperto che la
metformina, questo è il nome della molecola impiegata nel
medicinale anti-diabete, è capace di contrastare l’invecchiamento facendoci rimanere in vita fino ai 120 anni, a detta degli scienziati. Sui topi il farmaco è riuscito ad allungarne la vita quasi del 40% e ne ha rinforzato anche le ossa. In sostanza semplificando, se questa ricerca dovesse dare i risultati sperati, è come se una persona dall’età di 70 anni avesse un’età biologica di 50 anni, la metformina consentirebbe quindi di spostare le lancette dell’orologio all’indietro di vent’anni con tutti i vantaggi e i benefici che ciò comporterebbe. Il prossimo inverno partirà un trial negli Stati Uniti che si chiama Tame (
Targeting Aging with Metformin) che prevede la selezione di tremila persone tra i 70 e gli 80 anni affetti da patologie quali cancro, patologie cardiovascolari e demenze.
Così ha spiegato il professor Gordon Lithgow del Buck Institute for Research on Ageing in California sostiene che “se si rallenta il processo di invecchiamento si rallentano di conseguenza le malattie e le patologie connesse“.