
Stando a una ricerca condotta dall’
Università di Stony Brook, a New York, soltanto una minima parte dei
tumori sarebbe causata da
mutazioni genetiche, la maggior parte invece deriverebbe da fattori esterni, quali
inquinamento, eccessiva esposizione ai
raggi solari,
alcol e
fumo. In sostanza i risultati si contrappongono a precedenti ricerche secondo cui le
mutazioni cellulari casuali svolgerebbero un ruolo fondamentale nell’insorgere delle
patologie tumorali a prescindere dai
fattori ambientali. Per i ricercatori americani invece adottare uno stile di vita sano è fondamentale per prevenire il
cancro. Ad esempio nel caso di tumori quali quello ai polmoni, alla vescica, al colon-retto, alla tiroide e al pancreas i fattori di rischio sono più di natura ambientale che genetica e dunque possono essere opportunatamente prevenuti adottando uno stile di vita corretto sul piano alimentare. Insomma il fattore prevenzione, ovvero
ambiente e
stili di vita conta per il 70-90% nello sviluppo dei tumori, mentre il rischio di mutazioni casuali delle cellule del Dna non va oltre il 10-30%. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista
Nature.