
Da un punto di vista genetico cosa contraddistingue gli
ultracentenari? Stando a uno studio condotto dai ricercatori della
Stanford University e dell’
Università di Bologna, la
longevità dei centenari avrebbe una base
genetica. I ricercatori in particolare hanno individuato nuovi “loci genici” che vengono associati con una capacità di sopravvivenza a lungo termine. Finora gli scienziati avevano individuato soltanto un singolo gene (Apoe, coinvolto nella malattia di Alzheimer) che risulta diverso rispetto agli altri individui. Per identificare i geni coinvolti, i ricercatori hanno fatto ricorso a un nuovo metodo statistico (denominato ‘informed Gwas’ o iGwas) che consente di restringere la ricerca relativa ai
geni della longevità. Questi 5 loci genici individuati sono noti per esere coinvolti anche in altri processi quali senescenza cellulare, l’autoimmunità e la segnalazione cellulare, e la malattia di Alzheimer. Tuttavia lo studio non implicita che la longevità sia dono esclusivamente del patrimonio genetico in quanto è noto che nell’etiologia delle malattie concorrano anche fattori ambientali. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista
PLos Genetics.