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Il motore della Ferrari premiato ancora come migliore dell’anno

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Ferrari auto

Se nel mondo delle competizioni – leggasi Formula 1 – il successo finale è stato rimandato ancora una volta, più in generale per la Ferrari il 2017 è stato un anno da ricordare: tra il boom dei visitatori ai musei, le ottime performance finanziarie e i premi di categoria per i motori di Maranello, il settantesimo compleanno dell’azienda creata dal Drake è stato onorato in maniera più che degna.

C’era molta attesa per questo 2017 in casa Ferrari, anche per la ricorrenza storica: era infatti il 1947 quando, nell’immediato dopoguerra, il futuro Drake Enzo Ferrari dà vita alla Scuderia che prenderà il suo nome, e che da allora entrerà a far parte del firmamento dei brand e dei marchi più iconici e importanti del mondo. Settant’anni di modelli esclusivi e di successi nelle competizioni motoristiche, che si sperava potessero culminare nella vittoria del titolo mondiale di F1, che manca ormai da un decennio.

Un mondiale F1 sfumato

Come ben sanno gli appassionati di sport, le evoluzioni del Mondiale 2017 di Formula 1 avevano lasciato spazio ai sogni di Vettel e della Scuderia Ferrari, che purtroppo nella seconda parte del campionato sono invece stati superati dalle grandi performance di Hamilton e della sua McLaren, che poi ha effettivamente conquistato il titolo. Eppure, anche se restano rimpianti (soprattutto per alcune gare e alcuni momenti poco fortunati), anche sul versante sportivo il 2017 è un anno da ricordare e da cui ripartire.

Miglioramenti rispetto al 2016

Basta solo guardare le statistiche per capire che la Ferrari ha avviato un processo di crescita (o rimesso in moto quello che si era arrestato quasi d’improvviso negli scorsi anni): il Campionato di F1 del 2016 si è chiuso, per la società di Maranello, con un triste bottino di 0 vittorie e 0 Pole position conquistate dai piloti Vettel e Raikkonen, capaci di conquistare appena 398 punti nel Mondiale Costruttori che la Scuderia ha chiuso al terzo posto, dietro l’inarrivabile McLaren e la sorprendente Red Bull. In questo 2017 il vento è cambiato, e Vettel ha insidiato a lungo Hamilton, chiudendo secondo al termine della stagione e conquistando comunque 5 vittorie e 4 Pole Position.

Motore dell’anno

Il bilancio in chiaroscuro della stagione della velocità è assolutamente controbilanciato dai dati positivi che derivano da tutto il “resto” del mondo Ferrari, a cominciare dall’ennesimo premio conquistato dalle produzioni di Maranello. Anche quest’anno, per la seconda volta consecutiva, il V8 biturbo da 3.9 litri montato sulle Ferrari 488 GTB e 488 Spider ha infatti conquistato il riconoscimento più alto all’annuale International Engine of the Year Awards, gli Oscar del settore automobili, portando a casa il premio come Motore dell’anno in senso assoluto.

Ennesimo premio per la Ferrari

Questo premio, che è uno dei riconoscimenti più ambiti dalle Case automobilistiche ed è assegnato da una giuria di giornalisti provenienti da tutto il mondo, è la conferma delle prestazioni d’eccellenza del motore che equipaggia due modelli come sempre esclusivi della società di Maranello. E gli appassionati di velocità possono sicuramente essere interessati dalla notizia che proprio queste supercar fanno parte dei “pacchetti” di RseItalia, la società italiana specializzata nell’organizzazione di giri in pista al volante di auto prestigiose: in parole povere, tutti possono guidare una Ferrari F 488 GTB servendosi dei servizi dell’azienda, scegliendo anche il “teatro” delle proprie prestazioni sull’asfalto.

Bene anche i Musei

 A proposito di prestazioni, il bilancio è decisamente positivo anche per i Musei Ferrari, che nei primi undici mesi dell’anno hanno accolto oltre mezzo milione di visitatori, migliorando di 12 punti percentuali i dati dell’anno precedente e superando il record segnato a fine anno scorso. Trend in miglioramento anche per i vari eventi collaterali organizzati per festeggiare il 70esimo compleanno della casa di Maranello, come la mostra “Under the Skin” che è sbarcata fino al Design Museum di Londra, dove resterà fino al 15 aprile del 2018.

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