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Sex Toys, mercato in espansione ma attenzione ai rischi per la salute

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Coppia sesso orale cancro

I sex toys rappresentano un mercato in grande espansione. Basti pensare che nel 2017 il giro d’affari globale ha superato i 18 miliardi di euro. Vengono utilizzati soprattutto dai più giovani, inclini per loro natura a sperimentare cose nuove, in particolare dalle donne tra i 20 e i 45 anni, che rappresentano il 40% dei consumatori totali. Ne esiste un campionario quanto mai vario ed assortito, tuttavia a differenza dei giocattoli non esiste una normativa sanitaria che stabilisca dei limiti riguardo al materiale utilizzato. Le mucose infatti potrebbero entrare infatti in contatto con materiali potenzialmente tossici. Milena Gabanelli ha realizzato per il Corriere della Sera un dossier di Report dedicato proprio a questo tema. In particolare secondo il professore Mario Malinconico dell’Ipcb del Cnr, questi prodotti “possono contenere silicone, o lattice o altri materiali plastici, in genere fanno uso di plastificanti del tipo ftalati”. Lo stesso Pvc, un materiale considerato di per sé sicuro, secondo la dottoressa Fiorella Belpoggi dell’Istituto Ramazzini: “Se non lavorato bene può rilasciare il cloruro di vinile che è un potente cancerogeno”. I più sicuri vengono prodotti in Europa, quelli che invece lo sono meno in Asia. Tra quelli più venduti troviamo le “palline della geisha”. Ebbene se vi è scritto solo plastica significa che non sono di silicone e quindi potrebbe essere pvc o addirittura ftalato, che la comunità scientifica definisce interferente endocrino e cancerogeno. Così spiega la dottoressa Belpoggi sempre al Corriere della Sera a proposito dei ftalati: “Per una donna incinta gli ftalati sono pericolosi. Lo sviluppo sessuale del bambino può essere alterato se siamo difronte a prodotti di scarsa qualità. Se lo ftalato va nel sangue della mamma e, attraverso la mucosa, arriva al bimbo nelle prime fasi dello sviluppo, dove le cellule stanno migrando per decidere maschio o femmina, ci possono essere seri problemi”.

 

I ftalati in particolare possono avere effetti negativi sul sistema endocrino e quello riproduttivo. Dall’Unione Europea nei giocattoli per bambini sono ammessi solo nella misura dello 0,1 percentuale.

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