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Gioco d’azzardo: i contorni economici di un fenomeno in costante crescita

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Gioco d'azzardo

L’iter seguito dal Decreto Dignità, dalla sua proposta alla sua approvazione in Senato, è stato accompagnato da un dibattito sul gioco d’azzardo costellato da un’accesa guerra di dati sia sulla dimensione del mercato che sul fenomeno delle ludopatie, che non sempre sono apparsi congruenti.

Poiché enti ed istituti di ricerca si sono concentrati di volta in volta su aspetti diversi del mondo del gioco d’azzardo, è talvolta difficile per il cittadino comune avere un quadro chiaro del tema e delle problematiche ad esso correlate.

Vediamo quindi, anche grazie all’aiuto di un interessante lavoro di sintesi effettuato da Agimeg, quali sono i dati più recenti in merito alla spesa dedicata dagli italiani al gioco online. Tra gennaio e luglio di quest’anno, gli italiani che hanno scelto di giocatore nei migliori casino online AAMS hanno speso circa 491 milioni di euro, segnando una crescita pari al 21,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I maggiori responsabili di questo successo sono i giochi da casinò veri e propri (slot, roulette, blackjack) nei quali sono stati giocati 402 milioni di euro.

L’AAMS opera un costante monitoraggio del settore online al fine di proteggere i giocatori che si divertono nella rete e dal 2006 fino a giugno 2018 è arrivata ad oscurare oltre 7.200 siti di gioco non autorizzati.

Per quanto riguarda invece il mercato del gioco nel suo complesso, quindi includendo anche il gioco nelle sue forme offline più “tradizionali”, come apparecchi slot, scommesse in agenzia, gratta e vinci e lotterie, i dati che abbiamo a disposizione arrivano fino al 2017, anno in cui la raccolta complessiva è stata di 101,8 miliardi di euro. Il dato relativo alla raccolta indica il denaro totale scommesso dai giocatori senza sottrarre le vincite. Se invece si considerano le somme che sono ritornate nelle tasche dei giocatori, la spesa complessiva del 2017 (raccolta – vincite) è stata di 19,1 miliardi di euro. Uno sguardo ai dati forniti direttamente dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sugli ultimi quattro anni ci informa che mentre si è rilevata una buona crescita sia della raccolta complessiva che delle entrate erariali da gioco, è stata la spesa la voce che ha registrato l’incremento più cospicuo, a testimonianza del fatto che i giocatori hanno appreso a intrattenersi con giochi che offrono maggiori opportunità di vincita. Per quanto riguarda gli introiti in tasse raccolti dallo Stato, il settore del gioco è passato dal versare 7,9 miliardi di euro nel 2014 a 10,3 miliardi nel 2017.

La legge stabilità approvata nel 2016 conteneva alcuni provvedimenti che sono andati direttamente ad incidere sul numero di apparecchi slot presenti sul territorio. All’aprile 2018, sono state infatti eleminate circa il 35% delle macchine, passando da un parco di 407.000 slot ad una rete di circa 265.000. Per quanto concerne il fenomeno della ludopatia, in base ad una recente ricerca del CNR, sarebbero circa 400.000 i giocatori problematici, mentre per l’Istituto Superiore di Sanità si parla di un 1,6% dei giocatori totali, un dato che colloca il nostro paese in linea con il resto dell’Europa. Se si stilasse una classifica delle dipendenze di cui soffrono gli italiani, il gioco d’azzardo si collocherebbe all’ottavo posto dietro a fenomeni ben più rilevanti tra cui possiamo citare fumo, alcol e droghe.

Da un punto di vista occupazionale, secondo quanto riferito dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio, attualmente il settore dei giochi dà lavoro a circa 100.000 persone impiegate in 6.600 imprese.

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