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La ricetta salva-cuore per prevenire infarto e ictus:

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Colazione famiglia
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Colazione famiglia

Stando a due studi condotti dalla Prima clinica di Cardiologia della Università nazionale capodistriana di Atene, che sono in procinto di essere presentati alla alla 68esima Sessione scientifica annuale dell’American College of Cardiology, le persone che hanno passato meno tempo davanti alla tv e sono solite fare una ricca colazione energetica presentano arterie con meno placca. Ciò si traduce in una diminuzione del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e ictus. In particolare lo studio ha preso in esame lo stile di vita in 2.000 greci con più di 40 anni. Lo studio ha evidenziato che chi guardava la tv per più di 21 ore a settimana, presentava quasi il doppio delle probabilità di sviluppare un accumulo di placca nelle arterie rispetto a quelli che invece la guardavano di meno. Riguardo invece alla salute delle arterie, la rigidità arteriosa risultava anormale nel 15% di quelli che avevano l’abitudine di saltare la colazione, nel 9,5% di quelli che sono soliti fare una colazione a basso consumo energetico (tra 5 e 20% di calorie giornaliere) e nell’8,7% di quelli che invece consumano una colazione molto energetica.
In maniera analoga, nelle arterie carotidi è stata trovata più placca nel 28% delle persone che tendono a saltare la colazione, nel 26% di quelle che fanno una colazione a basso consumo energetico e nel 18% di quelle che consumano una colazione ad alta energia. Sempre per quanto riguarda l’importanza della colazione, uno studio condotto dai ricercatori inglesi dell’università di Bath ne ha confermato l’importanza. I ricercatori in particolare hanno osservato che mangiare al mattino dà luogo a un duplice effetto benefico: consente sia di bruciare più carboidrati nel corso dell’attività fisica ed inoltre velocizza il metabolismo nel pasto successivo. In particolare fare colazione prima di effettuare un’attività fisica consente non solo di aumentare i carboidrati che vengono eliminati durante gli esercizi, ma anche di quelli che vengono accumulati successivamente come scorta nei muscoli sotto forma di glicogeno.

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