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Rosolia: le caratteristiche di questa malattia infettiva

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Vaccino

La rosolia è una malattia infettiva virale a decorso benigno che si caratterizza per un esantema di natura maculo-papuloso. Riguardo all’eziologia, la rosolia è determinata da un virus a RNA, classificato come un virus della famiglia dei togavirus. L’uomo è l’unico ospite del rubivirus, pertanto la malattia si trasmette o per contagio diretto o per via aerea attraverso l’aerosol di secrezioni infette. Generalmente i mesi dell’anno in cui si manifesta in forma epidemica sono gli ultimi mesi dell’inverno e  i primi mesi di primavera. Ad esserne colpiti risultano soprattutto i bambini di età compresa tra i 5 e i 14 anni. In genere si manifesta in modo lieve.

Rosolia: incubazione e sintomi

Il periodo di incubazione è di 16-18 giorni. La malattia conferisce immunità protettiva permanente in quanto l’organismo reagisce al virus producendo anticorpi specifici. Nel caso in cui però venga contratta in gravidanza, in particolare nei primi mesi, può essere molto pericolosa, in quanto può comportare delle malformazioni a carico del feto. Fondamentalmente risultano due i sintomi più caratteristici della rosolia: esantema della pelle che si manifesta con delle macchioline di colore roseo che compaiono dapprima dietro le orecchie per poi diffondersi alla fronte, sul viso e sul collo, dopodiché si estendono nel resto del corpo. L’altro sintomo chea la caraterizza è il gonfiore dei linfonodi, in particolare ad essere interessate risultano le ghiandole poste dietro nuca, sul retro del collo e dietro le orecchie. Alla rosolia possono associarsi anche altri sintomi, ad esempio febbre generalmente non elevata, mal di gola, mal di testa, occhi arrossati e lacrimosi, e dolori articolari. Le complicazioni, ad esempio le encefaliti, risultano rare e in ogni caso sono più frequenti nell’adulto che nel bambino.

Il rubeotest invece serve a scoprire se si è immuni dalla malattia e consiste nella ricerca di anticorpi della rosolia nel sangue. Il rubeotest può effettuarsi in maniera del tutto gratuita nelle strutture pubbliche sia come esame preconcezionale, sia in gravidanza.

Rosolia: cura

Riguardo alla cura, trattandosi di una malatta di origine virale, non sono previste terapie specifiche. Generalmente i sintomi passano da soli nell’arco di 7-10 giorni. In caso di sintomi quali febbre elevata o dolori articolari è possibile che il pediatra prescriva il paracetamolo, farmaco antifebbrile o l’ibuprofene farmaco antinfiammatorio.

Rosolia: vaccinazione

Fondamentale risulta quindi la prevenzione attraverso la vaccinazione, che si effettua con il vaccino vivo attenuato, che presenta un’efficacia del 95% e che garantisce immunità a.vita. Nello specifico il vaccino contro la rosolia esiste in forma combinata con quello contro il morbillo e la parotite (MPR). Si prevede la somministrazione di due dosi: la prima a 12-15 mesi e una seconda dose a 5-6 anni. La vaccinazione è raccomandata anche alle donne che desiderano una gravidanza e non hanno mai contratto la malattia. Il vaccino è sconsigliato invece ai soggetti immunodepressi o che comunque sono sotto terapia immunosoppressiva e quindi trattati con farmaci corticoidi, antineoplastici, antirigetto, e si sconsiglia per precauzione anche alle donne in gravidanza o che vogliano esserlo nel mese successivo. Si raccomanda invece alle persone sieropositive che non abbiano sviluppato l’Aids.

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