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Coronavirus, Conte: “Attività produttive non essenziali chiuse in tutta Italia”

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Presidente del consiglio Giuseppe Conte

EMERGENZA CORONAVIRUS – Alle 23:51 di ieri 21 marzo 2020 il premier Conte ha nnunciato che: “abbiano deciso di chiudere nell’intero territorio nazionale ogni attività produttiva che non sia strettamente necessaria a garantirci beni e servizi essenziali”.

Ha poi aggiunto: “crisi più difficile che il Paese sta vivendo dal secondo dopoguerra”. In ogni caso ha precisato che: “continueranno a restare aperti tutti i supermercati, i negozi di generi alimentari e di prima necessità. Non c’è ragione di fare code e corse agli acquisti. Resteranno aperte farmacie, servizi bancari, postali assicurativi, assicureremo tutti i servizi pubblici essenziali come i trasporti”. Al di fuori di queste attività definite essenziali: “consentiremo solo il lavoro in modalità smart working e attività produttive rilevanti per il Paese. Riduciamo il motore produttivo dell’Italia, ma non lo arrestiamo”. Conte ha sottolineato che si “difficile, ma necessaria. Lo Stato comunque c’è. Uniti ce la faremo”.

Queste nuove misure saranno in vigore da lunedì 23 marzo. Secondo quanto si apprende non dovrebbero rientrare nelle chiusure le edicole, i benzinai, tabaccherie e media.

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