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Ruba bibita da un euro: prosciolto dopo 6 anni

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Energy drink foto
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Il caso di cui ci accingiamo a raccontarvi rende bene conto di come la giustizia italiana, in particolare quella penale, sia oberata da una miriade di mini-processi che ingolfano la macchina della giustizia nel suo complesso, frustrando di fatto il diritto di ogni cittadino ad avere un processo che arrivi a sentenza in tempi equi e ragionevoli. Questi i fatti.

Il marocchino Youssef M. 38 anni, nel nel 2009 viene condannato in primo grado a Mondovì (Cuneo) a 2 mesi di carcere per avere bevuto di soppiatto una bibita al supermercato perché assetato. Gli viene contestato il furto di una lattina del costo di 1,20 euro, che gli porta una condanna a due mesi di carcere più il pagamento di una multa di 100 euro. La Corte d’Appello di Torino ha però ribaltato la sentenza di primo grado con un provvedimento di non luogo a procedere, accogliendo quindi quanto era stato richiesto dalla difesa con alcune argomentazioni in punta di diritto.

L’avvocato ha sottolineato che Youssef aveva strappato la lingua della lattina che non può considerarsi tecnicamente come un “sigillo”, questo perché la linguetta dell’energy drink non è un sigillo di protezione ma un semplice mezzo di chiusura, pertanto il reato contestato può essere solo quello di furto semplice e non aggravato, considerando anche che l’Ipercoop di Mondovì (la parte offesa) non ha sporto alcuna querela.

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