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Naufragio Corea, condannato all’ergastolo lo “Schettino” orientale

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Naufragio nave

E’ stato condannato all’ergastolo in Corea del Sud Lee Joon-seok, il comandante alla guida della nave Sewol che lo scorso 16 aprile affondò. In quel tragico naufragio morirono 295 persone delle 476 a bordo. Nove i dispersi, solo 172 i sopravvissuti. Inizialmente il comandante era stato condannato, secondo il verdetto di primo grado, a scontare una pena di 36 anni di carcere. Il tribunale lo aveva accusato di negligenza ma non di omicidio. Il verdetto di secondo grado invece lo ha condannato all’ergastolo, accusandolo di omicidio poiché durante il naufragio non diede l’ordine di evacuazione ai passeggeri, pensando innanzitutto a salvare se stesso. Alla fine hanno avuto ragione i magistrati che, dopo la prima sentenza, hanno deciso di ricorrere in appello.

 

La maggior parte delle vittime del naufragio della nave Sewol erano studenti, che si erano recati in gita con la scuola. Una vicenda molto simile a quella tutta italiana di Francesco Schettino, accusato di aver abbandonato la nave Concordia dopo l’inabissamento della stessa. In Sud Corea ci hanno messo circa un anno per giungere alla sentenza, punendo il colpevole con una sentenza esemplare. In Italia ci hanno messo circa tre anni per giungere ad una sentenza, che ha condannato Schettino a 16 anni di carcere, che però non sconterà mai.

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