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La lenta agonia dell’universo che sta morendo: ecco spiegato perché

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L’universo, come ogni fenomeno, è soggetto ad un inizio, a una durata e a una fine. Almeno da un punto di vista energetico, stando a uno studio condotto dai ricercatori dell’International Centre for Radio Astronomy Research (ICRAR), dato che l’enegia prodotta oggi dall’universo è pari soltanto alla metà di quella che emetteva due miliardi di anni fa. Insomma l’energia si è ridotta nella misura del 40% negli ultimi due miliardi di anni. Facciamo fatica a rapportarci a grandezze numeriche così elevate, ma semplificando potremo dire che l’Universo si stia avviando al suo tramonto per così dire. Il professor Simon Driver usa una metafora molto efficace per spiegarlo: “l’universo è destinato al declino da ora in avanti, come una vecchiaia che dura per sempre. L’universo si è praticamente seduto sul sofà, ha messo su una coperta e sta per assopirsi in un pisolino eterno”. In pratica prosegue il professore, riportando il discorso nei binari della scientificità, mentre l’energia dell’universo è stata generata dal Big bang, le stelle convertono la loro massa in energia. In questo senso ci viene in aiuto la celeberrima formula di Einstein E=MC2. La nuova energia rilasciata che va sempre di più scemando di potenza, si disperde andando a colpire adesempio le stelle , i pianeti o più raramente lo specchio di un telescopio. La novità rispetto alla fine degli anni 90′ quand già si era a conoscenza di questa parabola involutiva dell’universo, è che ciò si sta verificando attraverso tutte le lunghezze d’onda della luce, dall’ultravioletta all’infrarosso.

 

Insomma per quanto possano progredire le nostre conoscenze sull’universo restano sempre gli stessi interrogativi di fondo a cui probabilmente non saremo mai in grado di rispondere.

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