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Nuovi passi verso la fatturazione elettronica obbligatoria

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Fatturazione elettronica
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Fatturazione elettronica

Ormai è quasi partito il conto alla rovescia: nella manovra 2018 è prevista anche la norma che introduce l’obbligo di fatturazione elettronica nelle operazioni tra privati, con un processo a gradi che si avvierà dalla seconda metà del prossimo anno. E-fatture anche tra privati. Secondo quanto trapela, a partire dal primo luglio 2018 scatterà l’obbligo relativo a cessioni di benzina o gasolio per motori e alle prestazioni di subappaltatori nel quadro di un contratto di appalti pubblici; sei mesi dopo partirà il secondo tempo di questa piccola rivoluzione, con l’estensione dell’obbligatorietà a tutte le operazioni business to business, utilizzando sempre il sistema di interscambio che serve già al transito delle fatture elettroniche verso la PA, e che più di recente è servito a veicolare i dati delle comunicazioni delle liquidazioni Iva e quelli per lo spesometro. Deroga al divieto Ue. Non è stato facile avvicinarsi a questo momento fatidico, anche perché sull’obbligo della fattura digitale tra privati gravava il veto della Comunità Europea: non a caso, prima di avviare le operazioni e la sperimentazione l’Italia ha fatto una specifica richiesta alla Commissione europea di derogare il divieto comunitario, portando a sostegno della propria tesi un dato molto concreto. Il problema tax gap. Anche l’ultimo rapporto sull’evasione Iva di Bruxelles, infatti, assegna all’Italia la maglia nera per tax gap, ovvero per divario tra l’Iva teoricamente dovuta e quella poi effettivamente riconosciuta all’Erario: nel report europeo, aggiornato ai dati del 2015, la differenza nel nostro Paese raggiungeva addirittura i 35 miliardi di euro, il valore più alto in termini assoluti in tutto il quadro dell’Unione. Più trasparenza e sicurezza. Il primo compito affidato dalla fattura elettronica sarà dunque quello di ridurre questo gap grazie alla certificazione dei passaggi e alla trasparenza delle transazioni: due elementi centrali che la tecnologia può garantire, come testimonia il successo sia della efattura tra le Pubbliche Amministrazioni che la diffusione tra le piccole e medie imprese di Easyfatt, il programma per la fatturazione di Danea, utilizzato da oltre centomila attività nel nostro Paese.

Ridurre le frodi. Va in questa direzione strategica anche la scelta di partire dalla filiera dei carburanti, ritenuto un settore dove il numero di frodi Iva che penalizzano le imprese che operano correttamente è piuttosto elevato. Sulla stampa specializzata sono stati resi noti alcuni meccanismi illeciti che alimentano le storture del sistema, con frodi derivanti sia dall’utilizzo di lettere d’intento false che dai depositi Iva che potrebbero essere limitate o addirittura azzerate grazie a una totale tracciabilità di tutti i passaggi, come quella che la fattura elettronica potrebbe contribuire a garantire.

Obiettivo, aumentare il gettito Iva. Ancora una volta, nel disegno di legge presentato dal Governo si chiarisce che tra gli obiettivi della Legge di Bilancio ci sono in via prioritaria il contrasto all’evasione fiscale e la realizzazione di strumenti e misure volte ad aumentare il gettito Iva. Pertanto, oltre all’introduzione della fatturazione elettronica tra privati, che dovrebbe poi diventare pienamente funzionale per tutti a partire dal primo gennaio 2019, si è puntato anche a potenziare il contrasto all’evasione fiscale, implementando misure già sperimentate, come lo split payment, la cui estensione è prevista del decreto fiscale già approvato dal Consiglio dei ministri.

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