Cresce la domanda di e-commerce in Italia, gli acquisti arrivano a quota 26,6 miliardi

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imprenditore lavoratori fannulloniIl nuovo rapporto Ice-Politecnico di Milano presentato in questi ultimi giorni a Napoli ci fornisce una fotografia aggiornata di quelle che sono le prospettive delle esportazioni e del commercio digitale per le imprese italiane.

Un tema considerato di primaria importanza per le aziende del nostro paese, come rilevato anche dal Sottosegretario di Stato allo Sviluppo Economico Michele Geraci, che rimarca come le aziende debbano puntare sulla digitalizzazione dei propri servizi prima ancora di attuare dei processi di internazionalizzazione.

Dai dati emersi dallo studio è interessante rilevare come ci sia una crescente domanda per quello che riguarda gli aspetti legati all’e-commerce, settore che ha raggiunto alla fine del 2017 il valore di 26,6 miliardi di euro e che ha un potenziale di crescita decisamente interessante.

Guardando nel dettaglio i dati rilevati, si può notare come vi sia ancora uno squilibrio regionale sull’utilizzo del web per fare acquisti, se al nord la percentuale di chi acquista su internet è salita al 57%, al centro-sud e nelle isole tale percentuale scende rispettivamente al 49%, mentre al sud cala al 42%.

Il rapporto pone in evidenza come, considerando le vendite sui mercati esteri, l’export delle aziende del nostro paese ha ancora una connotazione a prevalenza tradizionale, legata alle forme di vendite fisiche quali i negozi, rivenditori e intermediari.

Delle aziende che fanno vendite attraverso il web, il 45,8% vende a utenti che sono residenti nell’Unione Europea, mentre il 25,7% raggiunge clienti che si trovano in tutte le parti del mondo, anche se l’accesso ai mercati digitali esteri avviene in modo indiretto, attraverso l’appoggio a retailer o marketplace.

Tornando ai dati del rapporto emerge come l’export indiretto vale 6,9 miliardi di euro e pesa per il 75% sul totale dell’export digitale generato. Il 25% rimanente riguarda il canale diretto attraverso un proprio sito o intermediario online, quest’ultima voce che ha un peso in euro di 2,3 miliardi.

I settori che sono maggiormente digitalizzati sono l’abbigliamento, con il 66,7% delle imprese che vende in Europa e il 37,1% in tutto il mondo.

Adesso il mondo dell’e-commerce può contare in tutto il mondo su 2 miliardi di potenziali consumatori, numero che, secondo le ultime stime, potrebbe raddoppiare in tempi brevi con i nuovi che arriveranno principalmente dai paesi in via di sviluppo.

Visti i numeri in gioco rimane di primaria importanza per le aziende italiane farsi trovare pronte e attrezzate a distribuire i prodotti e i servizi anche nell’immenso campo della rete.

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