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Coronavirus: 5 cose da sapere sulla pandemia

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Mascherina Covid
In questi mesi il flusso comunicativo quotidiano relativo alle notizie sul coronavirus non si arresta mai. Sulla prima pagina di ogni giornale, nei titoli delle notizie nelle trasmissione televisive, nei social e nelle ricerche su internet il Covid-19 si è imposto quale tema dominnte di discussione. D’altronde non potrebbe che essere così andandoci di mezzo la nostra salute.

Covid-19 e comunicazioni di massa

Ma le informazioni sul Covid che ci vengono continuamente propinate dai mezzi di comunicazioni di massa corrispondono al vero? Ad esempio, lo sapevate che su tutti i casi conclamati di positività al coronavirus l’83% delle persone contagiate ha recuperato completamente la salute? O che dei casi attivi il 98% dei pazienti si trova solo in una condizione lieve non minacciosa?

Coronavirus: cosa sappiamo

I coronavirus appartengono a una famiglia di virus che causano malattie negli animali. Di tutti i diversi tipi di coronavirus presenti nel regno animale solo sette sono riusciti a infettare gli esseri umani – con quest’ultimo, il ceppo Covid-19, che è il settimo in quella lista. Il ceppo Covid-19 del coronavirus è stato identificato abbinando il suo codice genetico allo stesso trovato nei pipistrelli. Ora, si pensa che questa pandemia globale sia iniziata nel mercato cinese di Wuhan, un mercato che vende animali vivi e morti. Tuttavia, i pipistrelli non sono stati venduti al merca di Wuhan in questione, e quindi è stato teorizzato che i pipistrelli avessero infettato polli vivi o altri animali venduti al mercato.

Dei sette filamenti di coronavirus che si sono trasferiti all’uomo, la sindrome respiratoria del Medio Oriente (Mers) e la sindrome respiratoria acuta grave sono state due delle più mortali. Questi due virus hanno causato la morte di oltre 1.500 persone dal 2002.

Di tutti i casi di Covid-19 fino ad ora, in America, solo l’1,7% ha riguardato i bambini e tra lo 0,58% e il 2,0% risultano i bambini che si sono ammalati gravemente, con un totale di tre morti infantili finora.

Ma perché è così? Questo è ancora un argomento molto dibattuto nella comunità scientifica, con molte teorie diverse che vengono avanzate. Alcuni credono che i recettori all’interno del corpo o dei polmoni dei bambini stiano interferendo con la capacità del virus di attaccarsi. Gli scienziati stanno cercando di comprendere il motivo per cui il virus funziona in questo modo poiché scoprire perché i bambini sembrano essere immuni potrebbe essere la chiave per trovare la cura.

Coronavirus: cosa dice l’Oms

L’11 marzo 2020, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha confermato che la diffusione del Covid-19 era ora in una fase pandemica. Il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus, capo dell’OMS, ha affermato che, nonostante l’etichettatura del virus come una pandemia, il  consiglio rimane lo stesso per i paesi che cercano di combatterlo. I governi in particolare devono “trovare un sottile equilibrio tra la protezione della salute, la riduzione al minimo dei disagi e il rispetto dei diritti umani”, ma anche che “fare le cose giuste con calma e proteggere i cittadini del mondo è fattibile”.

Non ci sono ancora prove che il ceppo Covid-19 sia disperso nell’aria. I virologi spiegano che il virus può essere diffuso solo tramite uno stretto contatto, ad esempio trascorrendo 15 minuti o più entro una distanza ravvicinata da qualcuno che è infetto. Il modo migliore per proteggersi dalla diffusione del Covid-19 è assicurarsi di contenere starnuti e tosse nei fazzoletti che si smaltiscono immediatamente, oltre che osservare elementari norme igieniche ad esempio lavarsi regolarmente le mani per combattere le possibilità che il virus rimanga sulle superfici che potresti toccare.

Ma soprattutto, se ritenete di aver contratto il virus, non fatevi prendere dal panico ma contattate il Ministero della Salute per telefono per chiedere consiglio sull’autoisolamento e sul trattamento.

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