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G7, tassa minima globale sulle multinazionali del web e non solo

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La proposta di una tassa minima sui profitti realizzati all’estero dai colossi del web non è più una chimera. Al G7 è stato raggiunto un accordo su una tassazione minima globale di “almeno il 15%” per le multinazionali. A darne notizia il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire insieme al Cancelliere dello Scacchiere inglese Rishi Sunak: “Ci siamo. Dopo 4 anni di battaglia un accordo storico è stato trovato con gli Stati membri del G7 sulla corporate tax minima sulle aziende e sui colossi del digitale”.

Questo via libera arrivato da Londra, dove sono riuniti ministri delle Finanze dei sette Paesi più avanzati, è un passo importante che va nel senso di una maggiore responsabilità dei grandi gruppi che operano sul web. Inoltre si configura come la prima tappa in previsione dell’intesa globale che dovrebbe arrivare alla riunione di luglio del G20, di cui fanno parte fra gli altri anche Cina e Russia.

Un cambio di passo c’è stato con l’elezione di Joe Biden alla presidenza degli Stai Uniti, che già nello scorso aprile caldeggiò la proposta di una tassa minima sui profitti realizzati all’estero dai grandi gruppi del web e non solo. In un primo momento si ipotizzava un’aliquota del 21%, poi i grandi Paesi hanno raggiunto un accordo su un valore meno ambizioso, il 15% per l’appunto.

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