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Renzi cerca “nuovi” alleati: al Senato la maggioranza resta fragile

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Matteo Renzi
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matteo renzo italy

ROMA- I numeri al Senato restano un’incognita per Matteo Renzi e la tenuta del suo Governo, senza contare le potenziali variabili sui singoli provvedimenti in esame e i ciclici “mal di pancia” della minoranza interna del Partito Democratico. Il premier, al netto dei senatori a vita (la cui presenza in aula fisiologicamente non può essere costante) può contare grosso modo su 166 voti di media, salvo defezioni occasionali. Troppo pochi per lo stile decisionista di Matteo Renzi e per un esecutivo che punta sulla velocità nel far approvare le riforme.

Così, inevitabilmente, dopo la rottura del “Patto del Nazzareno”, da giorni vi sarebbero contatti e trattative sotterranee con senatori in questo momento oppositori della maggioranza. I bacini in cui pescare inediti alleati sono potenzialmente due: ex forzisti centristi ed ex Cinque Stelle nel gruppo misto.

Sufficiente per supplire alla rottura del patto sulle riforme con Silvio Berlusconi e Forza Italia? Gli analisti non escludono un riavvicinarsi delle parti, su basi magari differenti rispetto al passato. Esalati i veleni in seguito alle vicende relative all’elezione di Sergio Mattarella, la convenienza nel sostegno alle riforme potrebbe risultare non poco gradita allo stesso Silvio Berlusconi.

L’incognita è rappresentata dalle elezioni Regionali e su un’ipotesi di alleanza elettorale tra Ncd e Forza Italia.

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