Loading...

Cerere: spiegato il mistero delle macchie luminose

0
591
Cerere
Loading...
Loading...

Cerere

Sulla base dei dati inviati dalla sonda Dawn della Nasa, raccolti in particolare dallo spettrometro italiano Vir (Visual and Infrared Spectrometer), realizzato dall’ Agenzia spaziale italiana (Asi) e Inaf, gli scienziati hanno raccolto informazioni molto importanti su Cerere che aggiungono dei tasselli nella conoscenza sull’origine del Sistema Solare. In pratica il pianeta Cerere può consìderarsi un autentico fossile del Sistema Solare, un po’ come le comete e soprattutto la sua formazione risulterebbe in una zona più esterna del Sistema Solare rispetto a dove è collocato attualmente. La nascita ai confini del sistema solare sembrerebbe essere confermato dalle tracce di argilla contenenti ammoniaca scoperte dai ricercatori dell’Inaf. Così in particolare ha detto De Sanctis che e’ responsabile scientifico dello strumento Vir: “puo’ essere almeno in parte costituto da materiale che si e’ condensato a basse temperature, tipiche delle zone piu’ esterne del Sistema Solare“. Raffaele Mugnuolo, il responsabile ASI per la missione, ha invece precisato che: “DAWN ci sta aiutando a comprendere la formazione e l’evoluzione del Sistema Solare nei primi miliardi di anni, i pianeti erano ancora in movimento prima di raggiungere l’equilibrio orbitale attuale e sembra che anche Cerere abbia compiuto lo stesso percorso”. I ricercatori sono riusciti a spiegare anche il mistero relativo alle macchie luminose presenti sulla superficie di Cerere che sarebbero dei crateri da impatto formati soprattutto da sale (solfato di magnesio) dopo una sublimazione di ghiaccio d’acqua ricca di minerali. Nel cratere Occar in particolare quando arriva la luce del Sole, l’evaporazione del ghiaccio d’acqua determina una sorta di foschia di polveri e vapore, che appaiono e dispaiono.

 

La prossima fase della missione è invece prevista per metà dicembre quando Dawn si ritroverà a soli 380 chilometri di distanza che le permetterà di scattare foto ad altissma risoluzione e quindi consentirà di progredire ulteriormente nella conoscenza del pianeta nano e del Sistema Solare.

Loading...
Loading...