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Acqua del rubinetto, la preferisce un italiano su due: ecco perché

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Falde acquifere inquinamento
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Falde acquifere inquinamento

Stando a una ricerca condotta dal Gruppo Cap, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, ben un italiano su due preferisce l’acqua del rubinetto. In particolare ben il 53,6%, degli italiani beve acqua del rubinetto. I 25% la preferisce rispetto a quella imbottigliata in quanto è a chilometro zero e anche per ragioni che potremmo definire ambientaliste in quanto aiuta a ridurre la produzione e lo smaltimento di plastica.
Il 16% invece per ragioni prettamente economiche perché permette di risparmiare centinaia di euro all’anno. In effetti non va tralasciato che l’acqua del rubinetto viene sottoposta a dei controlli ben precisi da parte dei gestori delle reti idriche italiane. Pertanto chi si disseta con l’acqua di casa propria sa che non contiene sostanze pericolose per la salute, ad esempio quelle che eventualmente potrebbero derivar, dal PET delle acque in bottiglia. Chi invece sceglie invece l’acqua in bottiglia, ovvero il 46%, spesso lo fa sulla base di un pregiudizio, primo fra tutti quello secondo cui l’acqua in bottiglia sarebbe più buona. L’87% dei cosnumatori abituali di acqua in bottiglia ritiene che quella confezionata contenga meno sostanze dannose per la salute, ad esempio il cloro. In realtà l’acqua che arriva al nostri rubinetti compie un lungo viaggio nelle condutture ed è controllata con controlli e prelievi lungo l’intera intera filiera idro-potabile, da quando l’acqua entra nell’acquedotto fino al punto di erogazione finale, proprio per assicurare al consumatore che non contenga alcuna sostanza dannosa o pericolosa per la salute.

 

In questo senso il Gruppo CAP in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, ha introdotto il Water Safety Plan, un rivoluzionario sistema di analisi dell’acqua che viene sottoposta a più controlli.

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