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Festa del Gatto: le curiosità da sapere

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Festa del Gatto
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Festa del Gatto

Dal 1990 ogni 17 febbraio si festeggia questo enigmatico e misterioso felino, dagli occhi magnetici. Parliamo naturalmente del gatto. In questo articolo vi sveliamo alcune curiosità su questo animale. I nostri amici felini a 4 zampe non perdono mai infatti un’aura di mistero. Ad esempio se il vostro gatto vi porta una preda come un topolino o un uccellino non sgridatelo, anche se può sembrare disgustoso per lui è una prelibatezza di caccia che vi porge come dono. I gatti infatti imparano le tecniche di caccia crescendo, restando sempre in casa rischia di arrugginirsi. Su 900 proprietari dei gatti, il 96% ha dichiarato di parlare con loro dei propri problemi. I gatti nascono tutti con gli occhi azzurri, il colore poi si definisce dopo 12 settimane. Anche i gatti hanno un loro codice stradale: chi avanza su una strada più larga ha diritto di precedenza su chi viene da una via più stretta. Interessanti anche le note storiche curiose sui gatti. Pare che Maometto tagliò una parte del proprio mantello per non svegliare il gatto che ci dormiva sopra. In Egitto il gatto veniva considerato sacro, in quanto rappresentava la reincarnazione della dea Bastet. Uccidere un gatto si pagava con la condanna a morte. Infine non mancano le storie di superstizione: nel Medio Evo il gatto era considerato la reincarnazione di streghe e demoni, quindi veniva spesso bruciato.

Ma quando è iniziata l’amicizia tra l’uomo e il gatto? il legame che poi sarebbe diventato inossidabile con l’uomo, è nato circa 10mila anni fa nella Mezzaluna fertile. Questo perché negli insediamenti agricoli vi era spesso la presenza sgradita di roditori che attentavano al raccolto, per cui furono accolti con favore dagli agricoltori che potevano proteggere le scorte dei cereali dagli attacchi dei topi. In una fase successiva, il gatto ha quindi seguito l’uomo in tutti i suoi spostamenti, per cui dall’Egitto è passato all’Asia, all’Africa e all’Europa.

I gatti: come ci dimostrano il loro amore

Non ci soffermeremo sulle fusa, che sono la dimostrazione di affetto più semplice da cogliere. Lo strofinamento è uno dei segnali inconfondibili con cui i gatti ci dimostrano il loro affetto. Quando si avvicinano sornioni e sfiorano la testa contro la nostra fronte o le guance contro mani e piedi, ci stanno dicendo col linguaggio del corpo, che ci vogliono bene. In questo modo il gatto vuole anche impregnarci del suo odore affinché il padrone possa inviare segnali oilfattivi ad altri gatti per significare: Io sono tuo e tu sei mio.

Vi mostra il pancino

Con questo segno di vulnerabilità, comune anche ai cani peraltro, vi mostra la sua piena fiducia.

Sale sul corpo ad impastare

Se fa “la danza del latte”. Se sale sul nostro corpo e comincia a pigiare ritmicamente le zampette su di noi, sta ripetendo un comportamento primordiale che i mici fanno durante l’allattamento per stimolare la produzione di latte da parte della mamma.

Vi lecca con la lingua

Con questo comportamento il gatto vi considera un membro della famiglia. Si tratta del modo infatti con cui le madri si prendono cura dei loro piccoli per rafforzare il legame di affetto.

La coda a forma di punto interrogativo

Quando la coda del nostro micio assume questa forma ci sta dicendo che cui vuole bene.

Dorme accanto a voi

Se al posto di dormire nella cesta preparata appositamente per lui, vi cerca e miagola provando a farvi interrompere quello che state facendo e si stende vicino a voi sul divano o sul letto o sulla scrivania, potete stare ben sicuri che il vostro gatto vi ama.

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